Linee guida per un’efficace difesa preventiva
Institut Agricole Régional

Es. prod./ceppo: 1,5-3 kg, plp/ceppo: 0,3-0,4 kg → Ravaz = 5-8
Es. 5000 m filare/ha, d=2m → 10000-14000 mq/ha → 1-1,4 mq/kg uva
per 100 q/ha di produzione

Resa evidentemente eccessiva per le potenzialità della pianta
La ridotta superficie fogliare lasciata non è sufficiente per supportare la maturazione
Sulla fila le piante dovrebbero essere distanziate 80-100 cm1
… non cedere all’ossessione di occupare tutti gli spazi! (per poi magari diradare il 60% della produzione …)

Anche in questo caso piante troppo ravvicinate aggravano la situazione di affastellamento.
Quando le distanze sono circa 180 cm (spalliere di sviluppo normale) la competizione tra le file è minima e si ottiene il massimo sfruttamento della superficie
Potrebbe essere opportuno mantenere distanze maggiori (per permettere la meccanizzazione con le attrezzature già presenti o con quelle future)
(Distanza minima tra le file: 200 cm)
Per evitare l’ombreggiamento e la cattiva circolazione dell’aria all’interno dei filari l’altezza della parete fogliare non dovrebbe mai essere superiore all’80% della distanza tra le file (max 100%). Es.: Altezza parete 140 cm, distanza tra le file >= 175


In VdA, tipicamente dettato dalla topografia: esposizione e pendenza
Tuttavia, se possibile, considerare:
Filari orientati nel senso del vento favoriscono la ventilazione (ma in VdA potrebbe essere persino eccessiva! occhio all’evapotraspirazione)
Filari orientati est-ovest diminuiscono il rischio di scottature del grappolo
Il portinnesto influenza parecchio il vigore. Tuttavia, almeno nell’area centrale, è preferibile adottare un vitigno resistente alla siccità (110R) anche se questo carattere è strettamente associato ad un maggior vigore1
Considerare l’assorbimento del Mg
Considerare la sensibilità alla carenza di Boro sulla Petite Arvine
È importante ordinare le combinazioni p.i./vitigno(clone), non barbatelle già innestate!
Considerare la sensibilità / tolleranza alle principali malattie fungine dei diversi vitigni e, in qualche caso, di particolari cloni.
Vitigni molto sensibili alla Botrite: Chardonnay, Pinot, Moscato bianco, Gamay, Petite Arvine a fine maturazione, Syrah a fine maturazione
Vitigni sensibili all’Oidio: Chardonnay, Moscato bianco, Pinot, Gamay
Alcuni vitigni sono particolarmente sensibili alla Peronospora: Merlot, Moscato bianco, Petite Arvine, Pinot
L’obiettivo rimane il raggiungimento di un buon equilibrio vegeto-produttivo:
Azoto insufficiente →
Azoto in eccesso →
Le esigenze nutrizionali della vite sono decisamente limitate. Le asportazioni di azoto sono 5–20 kg per 10 t di uva. Nei tralci rimangono il 60% delle asportazioni, dunque se sono asportati si devono aggiungere fino a 30 kg/ha in più.
Ancora una volta, l’obiettivo rimane il raggiungimento di un buon equilibrio vegeto-produttivo, con una particolare attenzione alle esigenze nelle diverse fasi della stagione:
| Fase fenologica | Livello di stress accettabile o desiderato |
|---|---|
| Da germogliamento a fioritura | Stress nullo o molto leggero |
| Da fioritura a allegagione | Da nullo a medio |
| Da allegagione a invaiatura | Da nullo a leggero o da leggero a medio |
| Da invaiatura a maturazione | Da leggero a medio |
| Da maturazione a caduta foglie | Da nullo a leggero |
Con riferimento alla prevenzione delle malattie:
È importante assicurarsi che gli interventi irrigui non determinino un eccessivo vigore (e ritardo del ciclo vegetativo)
nello stesso tempo è importante assicurare il completo sviluppo della parete fogliare, sia per un buon funzionamento della pianta (inclusi maturazione e agostamento) che per proteggere il grappoli da eventuali scottature (in particolare Petit rouge, Fumin, Vuillermin)
Ovviamente, il sistema di irrigazione deve essere a goccia
Eccetto situazioni particolari la pratica dell’inerbimento offre tanti e tali vantaggi da essere giustamente considerata ineludibile. Ricordiamo in particolare:
Riduzione del ruscellamento e dell’erosione su terreni in pendenza
Miglioramento delle caratteristiche fisico-chimiche (struttura, sostanza organica, ritenzione idrica, …)
Aumento della portanza del suolo1 (conseguenze importanti sulla possibilità di intervenire tempestivamente con trattamenti fitosanitari!)
Soprattutto, in ottica di prevenzione fitosanitaria, controllo del vigore
L’inerbimento comporta un incremento dell’umidità dell’aria negli strati bassi, ma questo aspetto potenzialmente negativo è largamente controbilanciato dal controllo del vigore2

La pergola bassa pone certamente grossi problemi relativamente a:
Affastellamento, sovrapposizione eccessiva degli strati di foglie
Esecuzione dei trattamenti fitosanitari
Controllo del vigore attraverso la scelta oculata della carica per ogni singola pianta (→ indispensabile la corretta scelta delle distanze sulla fila all’impianto!)
Eventuale asportazione del legno di potatura (per evitare infezioni da ascospore prodotti dai cleistoteci svernanti sotto corteccia)
Spollonatura: non lasciare crescere i polloni, perché aumentano i rischi di infezione primaria di peronospora1
Scacchiatura: ovvi rischi di affastellamento di tralci e grappoli
Palizzatura: adottare sistemi (es. molle o chiodi distanziatori) in cui i germogli sono fissati in posizione appoggiando i fili contro i germogli, non forzare i germogli a passare dentro i fili quando sono già cresciuti troppo!2
Sotto il profilo della prevenzione delle malattie, la palizzatura ha una duplice funzione:
Ottimizzare la circolazione dell’aria, evitando di affastellare più tralci; nello stesso tempo, massimizzando l’occupazione dello spazio da parte delle foglie (quindi la SFE!)
Permettere il passaggio delle macchine e degli operatori che devono effettuare tempestivamente i trattamenti fitosanitari1.
Permette lo svolgimento delle altre operazioni al verde (cimatura e gestione zona grappolo)
Ma la prima cimatura deve essere intesa anche come una maniera di interrompere la dominanza apicale e stimolare la crescita dei germogli laterali (‘femminelle’), che potranno coprire gli spazi vuoti della parete fogliare con foglie giovani, attive fino a maturazione1.
Queste operazioni, eseguite alla stesso momento, hanno il medesimo scopo di assicurare il migliore microclima possibile attorno ai grappoli.
Se necessario, possono essere eseguite anche più volte nel corso della stagione, in maniera incrementale (ma mai esagerata), a partire dall’allegagione fino alla pre-raccolta
È sufficiente lavorare esclusivamente il lato meno esposto del filare (meno esposto alle alte temperature, cioè il lato est o lato nord)
Oltre che per l’effetto sul microclima della zona grappoli, queste operazioni sono importanti anche per la maturazione fenolica delle uve nere.
Una sfogliatura da ambo i lati può essere eseguita immediatamente prima della raccolta per agevolare e velocizzare le operazioni in caso di raccolta manuale o incrementare le rese in caso di raccolta meccanica


Si tratta di un’operazione fondamentale per regolare la produzione e dunque l’equilibrio vegeto-produttivo della pianta (Ravaz).
L’operazione deve essere eseguita durante l’invaiatura, non prima e non troppo dopo1
Se l’obiettivo è contenere la resa, è necessario asportare almeno il 25-30% dei grappoli (altrimenti l’effetto sarà quasi nullo o poco evidente), tipicamente 50%, eliminando grappoli ‘problematici’ e di preferenza i secondi/terzi grappoli piuttosto che quelli con inserzione più bassa.
Oltre che per ridurre le rese, il diradamento dei grappoli può anche essere eseguito esclusivamente per aumentare la qualità delle uve mediante l’eliminazione di grappoli immaturi o malati1
Sotto il profilo fitopatologico, a partire dalle prime fasi di sviluppo degli acini può essere importante sistemare opportunamente i singoli grappoli, separandoli tra loro se intrecciati2

