Gestione agronomica della vite

Linee guida per un’efficace difesa preventiva

Odoardo Zecca

Institut Agricole Régional

Principali fattori che influenzano lo sviluppo di malattie: mappa concettuale

Principali fattori che influenzano lo sviluppo di malattie

Gestione del vigore: nozione di equilibrio

Come si misura l’equilibrio? indici fondamentali

Es. prod./ceppo: 1,5-3 kg, plp/ceppo: 0,3-0,4 kg → Ravaz = 5-8

Es. 5000 m filare/ha, d=2m → 10000-14000 mq/ha → 1-1,4 mq/kg uva

per 100 q/ha di produzione

Esempio di disequilibrio!

  • Resa evidentemente eccessiva per le potenzialità della pianta

  • La ridotta superficie fogliare lasciata non è sufficiente per supportare la maturazione

Esempio di disequilibrio

Impianto: distanze sulla fila

  • Sulla fila le piante dovrebbero essere distanziate 80-100 cm1

  • … non cedere all’ossessione di occupare tutti gli spazi! (per poi magari diradare il 60% della produzione …)

Distanze su pergola bassa

Anche in questo caso piante troppo ravvicinate aggravano la situazione di affastellamento.

Impianto: distanze tra le file

  • Quando le distanze sono circa 180 cm (spalliere di sviluppo normale) la competizione tra le file è minima e si ottiene il massimo sfruttamento della superficie

  • Potrebbe essere opportuno mantenere distanze maggiori (per permettere la meccanizzazione con le attrezzature già presenti o con quelle future)

Impianto: distanze tra le file

(Distanza minima tra le file: 200 cm)

Impianto: distanze minime tra le file

Per evitare l’ombreggiamento e la cattiva circolazione dell’aria all’interno dei filari l’altezza della parete fogliare non dovrebbe mai essere superiore all’80% della distanza tra le file (max 100%). Es.: Altezza parete 140 cm, distanza tra le file >= 175

Impianto: distanze minime tra le file

Impianto: orientamento delle file

In VdA, tipicamente dettato dalla topografia: esposizione e pendenza

Tuttavia, se possibile, considerare:

  • Filari orientati nel senso del vento favoriscono la ventilazione (ma in VdA potrebbe essere persino eccessiva! occhio all’evapotraspirazione)

  • Filari orientati est-ovest diminuiscono il rischio di scottature del grappolo

Impianto: scelta del portinnesto

  • Il portinnesto influenza parecchio il vigore. Tuttavia, almeno nell’area centrale, è preferibile adottare un vitigno resistente alla siccità (110R) anche se questo carattere è strettamente associato ad un maggior vigore1

  • Considerare l’assorbimento del Mg

  • Considerare la sensibilità alla carenza di Boro sulla Petite Arvine

  • È importante ordinare le combinazioni p.i./vitigno(clone), non barbatelle già innestate!

Impianto: collocazione1 delle varietà

Considerare la sensibilità / tolleranza alle principali malattie fungine dei diversi vitigni e, in qualche caso, di particolari cloni.

  • Vitigni molto sensibili alla Botrite: Chardonnay, Pinot, Moscato bianco, Gamay, Petite Arvine a fine maturazione, Syrah a fine maturazione

  • Vitigni sensibili all’Oidio: Chardonnay, Moscato bianco, Pinot, Gamay

  • Alcuni vitigni sono particolarmente sensibili alla Peronospora: Merlot, Moscato bianco, Petite Arvine, Pinot

Concimazione: equilibrio

L’obiettivo rimane il raggiungimento di un buon equilibrio vegeto-produttivo:

Azoto insufficiente

  • Vigoria troppo scarsa
  • Ridotte rese
  • Ridotta qualità enologica dei mosti

Azoto in eccesso

  • Eccessivo vigore
  • Difficile gestione delle rese (possibili eccessi rispetto alla DOC ma anche colature). Lavoro addizionale per tutte le operazioni in verde.
  • Squilibri nella ripartizione delle fonti energetiche (accrescimento vegetativo/uva/agostamento)

Concimazione: esigenze nutrizionali

Le esigenze nutrizionali della vite sono decisamente limitate. Le asportazioni di azoto sono 5–20 kg per 10 t di uva. Nei tralci rimangono il 60% delle asportazioni, dunque se sono asportati si devono aggiungere fino a 30 kg/ha in più.

Irrigazione: strategie

Ancora una volta, l’obiettivo rimane il raggiungimento di un buon equilibrio vegeto-produttivo, con una particolare attenzione alle esigenze nelle diverse fasi della stagione:

Fase fenologica Livello di stress accettabile o desiderato
Da germogliamento a fioritura Stress nullo o molto leggero
Da fioritura a allegagione Da nullo a medio
Da allegagione a invaiatura Da nullo a leggero o da leggero a medio
Da invaiatura a maturazione Da leggero a medio
Da maturazione a caduta foglie Da nullo a leggero

Irrigazione: prevenzione delle malattie

Con riferimento alla prevenzione delle malattie:

  • È importante assicurarsi che gli interventi irrigui non determinino un eccessivo vigore (e ritardo del ciclo vegetativo)

  • nello stesso tempo è importante assicurare il completo sviluppo della parete fogliare, sia per un buon funzionamento della pianta (inclusi maturazione e agostamento) che per proteggere il grappoli da eventuali scottature (in particolare Petit rouge, Fumin, Vuillermin)

  • Ovviamente, il sistema di irrigazione deve essere a goccia

Inerbimento: aspetti ambientali

Eccetto situazioni particolari la pratica dell’inerbimento offre tanti e tali vantaggi da essere giustamente considerata ineludibile. Ricordiamo in particolare:

  • Riduzione del ruscellamento e dell’erosione su terreni in pendenza

  • Miglioramento delle caratteristiche fisico-chimiche (struttura, sostanza organica, ritenzione idrica, …)

Inerbimento: aspetti fitosanitari

  • Aumento della portanza del suolo1 (conseguenze importanti sulla possibilità di intervenire tempestivamente con trattamenti fitosanitari!)

  • Soprattutto, in ottica di prevenzione fitosanitaria, controllo del vigore

  • L’inerbimento comporta un incremento dell’umidità dell’aria negli strati bassi, ma questo aspetto potenzialmente negativo è largamente controbilanciato dal controllo del vigore2

Potatura invernale: forma d’allevamento

  • Se possibile, preferire il Cordone speronato al Guyot (palizzatura più ordinata, meno affastellamento)

  • La pergola bassa pone certamente grossi problemi relativamente a:

    • Affastellamento, sovrapposizione eccessiva degli strati di foglie

    • Esecuzione dei trattamenti fitosanitari

Potatura invernale: gestione del vigore e gestione dei tralci di potatura

  • Controllo del vigore attraverso la scelta oculata della carica per ogni singola pianta (→ indispensabile la corretta scelta delle distanze sulla fila all’impianto!)

  • Eventuale asportazione del legno di potatura (per evitare infezioni da ascospore prodotti dai cleistoteci svernanti sotto corteccia)

Gestione della chioma: spollonatura scacchiatura, palizzatura

  1. Spollonatura: non lasciare crescere i polloni, perché aumentano i rischi di infezione primaria di peronospora1

  2. Scacchiatura: ovvi rischi di affastellamento di tralci e grappoli

  3. Palizzatura: adottare sistemi (es. molle o chiodi distanziatori) in cui i germogli sono fissati in posizione appoggiando i fili contro i germogli, non forzare i germogli a passare dentro i fili quando sono già cresciuti troppo!2

Palizzatura e prevenzione malattie

Sotto il profilo della prevenzione delle malattie, la palizzatura ha una duplice funzione:

  • Ottimizzare la circolazione dell’aria, evitando di affastellare più tralci; nello stesso tempo, massimizzando l’occupazione dello spazio da parte delle foglie (quindi la SFE!)

  • Permettere il passaggio delle macchine e degli operatori che devono effettuare tempestivamente i trattamenti fitosanitari1.

  • Permette lo svolgimento delle altre operazioni al verde (cimatura e gestione zona grappolo)

Gestione della chioma: cimatura

  1. Cimatura: Sotto il profilo della difesa fitosanitaria, la cimatura ha la funzione di rimuovere la vegetazione che potrebbe ricadere all’interno del filare e creare aree di umidità. È dunque fondamentale la tempistica e l’altezza a cui deve essere eseguita (regola del rapporto h/d per le spalliere).

Ma la prima cimatura deve essere intesa anche come una maniera di interrompere la dominanza apicale e stimolare la crescita dei germogli laterali (‘femminelle’), che potranno coprire gli spazi vuoti della parete fogliare con foglie giovani, attive fino a maturazione1.

Gestione della zona grappolo: sfemminellatura e sfogliatura

  • Queste operazioni, eseguite alla stesso momento, hanno il medesimo scopo di assicurare il migliore microclima possibile attorno ai grappoli.

  • Se necessario, possono essere eseguite anche più volte nel corso della stagione, in maniera incrementale (ma mai esagerata), a partire dall’allegagione fino alla pre-raccolta

  • È sufficiente lavorare esclusivamente il lato meno esposto del filare (meno esposto alle alte temperature, cioè il lato est o lato nord)

Gestione della zona grappolo: sfemminellatura e sfogliatura

  • Oltre che per l’effetto sul microclima della zona grappoli, queste operazioni sono importanti anche per la maturazione fenolica delle uve nere.

  • Una sfogliatura da ambo i lati può essere eseguita immediatamente prima della raccolta per agevolare e velocizzare le operazioni in caso di raccolta manuale o incrementare le rese in caso di raccolta meccanica

Sfemminellatura scorretta

Sfemminellatura scorretta: risultati!

Gestione della zona grappolo: sfogliatura/sfemminellatura corretta (vigore elevato)

Gestione della zona grappolo: sfogliatura/sfemminellatura corretta (vigore medio)

Gestione della zona grappolo: diradamento grappoli

  • Si tratta di un’operazione fondamentale per regolare la produzione e dunque l’equilibrio vegeto-produttivo della pianta (Ravaz).

  • L’operazione deve essere eseguita durante l’invaiatura, non prima e non troppo dopo1

  • Se l’obiettivo è contenere la resa, è necessario asportare almeno il 25-30% dei grappoli (altrimenti l’effetto sarà quasi nullo o poco evidente), tipicamente 50%, eliminando grappoli ‘problematici’ e di preferenza i secondi/terzi grappoli piuttosto che quelli con inserzione più bassa.

Diradamento grappoli: aspetti fitopatologici

  • Oltre che per ridurre le rese, il diradamento dei grappoli può anche essere eseguito esclusivamente per aumentare la qualità delle uve mediante l’eliminazione di grappoli immaturi o malati1

  • Sotto il profilo fitopatologico, a partire dalle prime fasi di sviluppo degli acini può essere importante sistemare opportunamente i singoli grappoli, separandoli tra loro se intrecciati2